antognolla.jpg
In visita al Fuseum Una lezione entusiasmante tra arte e natura
Durante il passato anno scolastico, nella classe III A della Scuola Primaria di Chiugiana (Corciano-PG), è nato quasi casualmente un progetto, nell’ambito delle discipline linguistico-espressive, che ha visto la sua conclusione al Fuseum di Monte Malbe.
Già il titolo, “Incontro con i linguaggi dell’arte”, è orientativo del percorso fatto. Si è trattato di una serie di incontri in classe, quattro per la precisione, con altrettanti amici artisti di ambiti diversi: la poetessa Ombretta Ciurnelli, l’attore teatrale Giacomo Paris, la pittrice Serena Cavallini, il musicista (nonché organologo ed etnomusicologo) Giancarlo Palombini, il quale ultimo ci ha tra l’altro fatto sentire dal vivo la musica delle ciaramelle.
Così bambini e bambine hanno avuto modo di confrontarsi e scambiare idee ed esperienze con artisti “veri”, in carne ed ossa, che si sono materializzati per loro in classe. Ciò ha permesso loro di operare in maniera proficua la sintesi tra l’essere essi stessi produttori e fruitori in presa diretta del fatto artistico. A conclusione dell’interessante percorso, le cui prime ricadute positive sul piano pedagogico-didattico si sono immediatamente rilevate, occorreva trovare un epilogo altrettanto stimolante. Mi è venuta in proposito in aiuto la notizia della (parziale) riapertura al pubblico del Fuseum. Ecco dunque che, dopo una laboriosa serie di contatti telefonici, ho potuto fissare la nostra visita, avvenuta martedì 26 maggio scorso. Bambini e bambine erano stati preventivamente informati sul luogo dove saremmo andati, sull’opera di Brajo Fuso e sulle cose che avremmo trovato. Chi scrive peraltro poteva contare sia su una precedente visita a Monte Malbe, fatta alcuni anni fa (ancora vivente Bettina Fuso, la vedova di Brajo), sempre con una classe di Chiugiana, sia su uno spettacolo cui aveva assistito nello spazio teatrale all’aperto del Fuseum (Per la cronaca si trattava del saggio finale di un laboratorio teatrale estivo in cui recitavano adulti e ragazzi, “Alice nel paese delle meraviglie”, per la regia, se non ricordo male, di Roberto Biselli, in cui tra gli attori figurava lo stesso Giacomo Paris più sopra menzionato!). C’era da parte mia la preoccupazione che lo stato di degrado delle opere dislocate nel bosco avesse compromesso in parte ai bambini ed alle bambine di apprezzare appieno tutta la capacità artistica e creativa di Brajo Fuso, pur con la certezza che i quadri e gli allestimenti interni avrebbero comunque restituito al Nostro quella dimensione che occupa e che mi aveva convinto della bontà del nostro sopralluogo.
Debbo dire che l’entusiasmo e lo stupore di tutti i piccoli visitatori è stato altissimo, sia per la visita “interna”, sia per quella “esterna”: quest’ultima per di più in breve trasformatasi in una piacevole caccia-scoperta all’opera d’arte nascosta tra la vegetazione. Altrove avremo occasione di rileggere criticamente tutta l’esperienza, anche in vista di stimolanti nuovi percorsi di lavoro; ma l’occasione fornitaci dalla visita ci permette qualche riflessione sul possibile (ed auspicabile) uso didattico del Fuseum. Oltre alla normale funzione museale primaria, ovvero alla possibilità di accesso ai visitatori, credo che le potenzialià per una utilizzazione didattica di questi spazi sia enorme, e non solo legata ad attività laboratoriali di tipo artistico-pittorico.
Il teatro all’aperto, e non solo, può ben diventare il contenitore di eventi estivi. Nelle restanti stagioni gli spazi interni possono essere un ottimo punto di incontro per vari eventi culturali e per tutte quelle attività che un’auspicabile ed incoraggiabile fruizione scolastica di questo luogo delizioso possano suggerire ad insegnanti motivati e creativi.
Walter Pilini
Insegnante della classe IIIA della
Scuola Primaria di Chiugiana (Corciano - PG)
 
torna in cima alla pagina

>Cerca nel sito

>In Evidenza