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Monte Tezio - III Campagna di Scavo (4-30 Maggio 2009)
Località: Monte Tezio (Comune di Perugia, Provincia di Perugia).
Regime: Scavo in concessione alla Fondazione Ecomuseo Colli del Tezio. Direzione scientifica e operativa dell’Università degli Studi di Perugia, Dipartimento di Scienze Storiche, Sezione di Scienze Storiche dell’Antichità, Cattedra di Urbanistica del Mondo Classico.
Anno d’inizio dell’attività di scavo: 2007.
Responsabile scientifico: Prof. Maurizio Matteini Chiari.
Collaboratori: Dott.ssa Laura Matacchioni, Prof.ssa Paola Comodi, Prof. Otello Grassi, Ing. Silvia Grassi, Dott.ssa Alessia Mignani, Prof. Francesco Parillo.
Restauri: Laura Ciani, Perugia; PF Restauri di Fiorentina Cirelli, San Giuliano del Sannio, Campobasso.
Referente Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria: Dott.ssa Luana Cenciaioli. 
Campagna di scavo 2009: III campagna.
Periodo di svolgimento: 4 Maggio - 30 Maggio 2009.
 
Turni studenti: 
I   turno:     4  Maggio - 18 Maggio 2009
II  turno:    11 Maggio - 25 Maggio 2009
III turno:    18 Maggio - 30 Maggio 2009 
 

IL TERRITORIO PERUGINO SETTENTRIONALE: IL MONTE TEZIO
Il Monte Tezio (q. 961) presenta un’area sommitale del tutto spoglia che pare configurarsi come naturale distesa prativa. In realtà la cima, per largo tratto, è interessata da fenomeni documentati di antica occupazione antropica, ancorché forse da una normale prospettiva da terra non troppo evidenti e neppure troppo percepibili. Questa mancata loro evidenza è dovuta al progressivo e inarrestabile degrado di strutture perimetrali avvolgenti in forma subcircolare la cima. La perdita di consistenza e di volume degli alzati, il loro secolare disgregarsi sul terreno ha difatti  gradualmente attenuato e ridisegnato in forme via via più morbide la sezione brusca degli originari artificiosi dislivelli del terreno di sommità. Riuscendo in gran parte a colmare lo stesso fossato posto perimetralmente a difesa e a protezione dell’insediamento. 
Del resto la mancata continuità di vita di quest’ultimo e la diversa destinazione d’uso della cima, il rarefarsi progressivo della sua stessa frequentazione hanno rideterminato nel corso del tempo una sorta di recupero  fittizio della primitiva configurazione naturale dell’ambiente. 
Invece questa situazione di profonda alterazione dell’assetto topografico, ambientale e paesaggistico originari della sommità del monte appare assai evidente nella documentazione fotografica dal cielo. Ma appare altrettanto apprezzabile allorché la cima viene fotografata da terra in condizioni ottimali, ad esempio in fase di disgelo con la neve che, accumulata nelle superfici concave e protette del fossato perimetrale, vale a ridisegnarne perfettamente i contorni e le sezioni.
La recinzione perimetrale direttamente impostata sulla roccia domina un orizzonte immenso e profondissimo. Mancavano, fino a due anni fa, elementi documentali (reperti mobili o menzioni fededegne di fonti) tali da dare una consistenza cronologica sicura all’insediamento. La stessa specifica destinazione d’uso di quest’ultimo non poteva definirsi con certezza. Anche se sembrava possibile avanzare da subito ipotesi di una qualche consistente e legittima attendibilità. In primo luogo la funzione di stabile controllo di un’amplissima estensione territoriale e, soprattutto, del fluente e ravvicinatissimo asse tiberino. In secondo luogo una, verosimilmente più tarda, destinazione cultuale dell’area recinta. Alla stessa stregua del vicino Monte Acuto. 
Alla verifica di scavo è stata con dichiarata evidenza documentata la cronologia della prima occupazione della cima e dello stesso disegno perimetrale, entrambi ascrivibili alle fasi finali dell’Età del Bronzo. Un’occupazione prolungata ed estesa, imponente non solo dal punto di vista “strutturale” ma anche e soprattutto restituita (peraltro con identica rimarcata evidenza) da una quantità notevolissima di materiale ceramico d’impasto, spesso decorato, ancorché in frammenti minuti, e associato a congerie cospicue di ossa di animali (soprattutto ovini, suini e canidi).     
Lo scavo non ha documentato, invece, nel corso della campagna 2007 e ancora in quella 2008, alcun trapasso di destinazione del sito da area posta a difesa e a controllo a luogo esclusivo di culto.  
Oggi, questa situazione archeologica va, più di prima, protetta, tutelata e sottoposta a vincolo.        E, a tal fine, non sembra sussistere migliore strumento di protezione e di valorizzazione che il pronto rinnovarsi dell’azione di scavo. Ovviamente uno scavo organico e sistematico, ancora una volta finalizzato all’acquisizione scientifica e documentale di tutte le componenti culturali, materiche e cronologiche presenti e stratificate nell’area. Grazie alle quali potrà raggiungersi l’intento di scandire in periodizzazioni e in fasi più minute la storia della sommità del monte che, nonostante la contraria evidenza attuale, deve considerarsi assolutamente più complessa e articolata per radicate e sempre meglio documentate presenze plurigenerazionali e per altrettanto prolungate frequentazioni. E tutto nel pieno e rigoroso rispetto dell’orizzonte e dell’ambiente.
 
Bibliografia relativa allo scavo:
- G. Fontana di Sacculmino, Ecomuseo Colli del Tezio, in “L’Ingegnere Umbro”, XV, 2007, 12 [63], pp. 16-18.

- M. Matteini Chiari – L. Matacchioni, Archeologi sulla vetta del Tezio, in “L’Ingegnere Umbro”, XV, 2007, 12 [63], p. 19.

- M. Matteini Chiari – L. Matacchioni, Archeologia in quota. Lo scavo di monte Tezio, in “Il Gruspigno”, Giornale della Fondazione Ecomuseo Colli del Tezio, 1, 2008, p. 4.
 
Didattica
Lo scavo archeologico dell’area sommitale di Monte Tezio (Perugia), eseguito su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, è riconosciuto dalla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Perugia come laboratorio didattico per gli studenti del Corso di Laurea triennale in Scienze dei Beni Archeologici e Antropologici e per gli studenti del Corso di Laurea triennale in Lettere e ancora per gli studenti del Corso di Laurea specialistica in Archeologia preistorica, classica, medioevale, generale e topografica e per gli studenti del Corso di Laurea specialistica in Filologia, Letterature e Storia dell’Antichità. Infine anche per gli studenti del Corso Magistrale in Archeologia. In tutti i casi consente l'acquisizione di n. 3 crediti CFU. 
La campagna di scavo 2009 di Monte Tezio (Perugia), si articolerà su 3 turni, che in parte si sovrapporranno, nel periodo 4 Maggio - 30 Maggio.  
 
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